I vincitori del 28° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina

CONCORSO LUNGOMETRAGGI “FINESTRE SUL MONDO”

p14603388_p_v8_aaLa Giuria composta da
Michael Nyman (Presidente), musicista e compositore
Guido Casali, direttore programmi di Sky Arte HD e Cinemino
Funa Maduka, regista e acquisition executive di Netflix

Assegna il Premio Comune di Milano – Miglior Lungometraggio Finestre sul mondo (8.000 €) al film:

I Am Not a Witch

Rungano Nyoni (Francia/UK/Zambia, 2017)

Per averci consegnato una mirabile allegoria femminista, resa ancor più profonda grazie al suo spirito sovversivo: il film permette di immergersi in profondità in un modo apparentemente sconosciuto e pieno di pregiudizi e crudeltà, ammantati dallo spirito confortante della satira. Di volta in volta oscilliamo tra il pianto e il riso, mentre la messa in scena diventa sempre più spaventosa: il mondo rappresentato lo giustifichiamo e lo condividiamo tutti. Grazie a una regia visivamente potente e a una colonna sonora affascinante, il film rappresenta un cinema coraggioso e provocatorio, capace di portare lo spettatore a un apice di emozioni oggi necessario, in cui l’apertura mentale – che ci permette di vedere noi stessi e il mondo in maniera illuminata, fosse anche solo per un istante – può davvero esistere.

Menzione Speciale a

SeverinaFelipe Hirsch (Brasile/Uruguay, 2017)


CONCORSO CORTOMETRAGGI AFRICANI

La giuria composta da
Franco Dassisti (Presidente), giornalista
Valentina Barzaghi, giornalista
Emanuele Sacchi
, giornalista

assegna il Premio COE come Miglior Cortometraggio Africano (2.000 €) al film:

Aya

Moufida Fedhila (Tunisia/Francia/Qatar, 2018)

Per come affronta un contesto di disagio e di speranze minime, cercando comunque la via del romanticismo. Perché l’amore resta la cifra irrazionale, anche quando la lotta per la sopravvivenza sembra imporre le proprie ragioni.

Menzione speciale a:

Il pleut sur Ouaga, di Fabien Dao (Francia/Burkina Faso, 2017)

Una storia che parla di coraggio e del bisogno, più che mai attuale, di avere risposte concrete ai ‘perché’ che veicolano le nostre esistenze. il film è ambientato in Tunisia, ma la forza dei suoi personaggi femminili e la loro tenacia nel non smettere di farsi domande speriamo possa aver luogo ovunque.


CONCORSO EXTR’A

La giuria composta da
Franco Dassisti (Presidente), giornalista
Valentina Barzaghi, giornalista
Emanuele Sacchi
, giornalista

assegna il Premio (1.000 €) a:

Babylonia Mon Amour

Pierpaolo Verdecchi

Per la capacità di affrontare la questione immigrazione con la forza di un pugno in faccia, disturbante e per nulla edificante. La macchina da presa cattura la crudezza di una città europea di cui abbiamo solitamente un’immagine ben diversa, una crudezza che non conosciamo o che tendiamo troppo facilmente a trascurare.

Menzione speciale a:

Abu Salim, di Antonio Martino (Italia/Libia, 2017)

Un luogo di sofferenza, una memoria da tramandare. Padri che raccontano l’orrore ai figli, perché chi non c’era, abbia le basi per edificare un nuovo Paese. Partendo da molto vicino all’inferno. Con uno stile asciutto il regista offre allo spettatore uno spaccato di storia contemporanea. Un “dietro le quinte” che nessuna tv vi ha mai fatto vedere…


PREMI SPECIALI

Premio del pubblico Città di Milano

Killing Jesus, di Laura Mora (Colombia/Argentina, 2017)

Premio CINIT

Chebet, di Tony Koros (Kenia, 2018)

Per l’esemplare ritratto e l’intensa interpretazione della giovane protagonista, capace di superare le quotidiane umiliazioni con la potenza dello sguardo e la coerenza del comportamento, lontana da ogni compromesso e conservando integra la propria dignità di donna.

Il premio, che consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione in Italia, è assegnato ad un cortometraggio africano con valore educativo.
La Giuria del “Premio CINIT – Cineforum Italiano” è composta da Massimo Caminiti, Neda Furlan, Orazio Leotta e Massimo Nardin

Premio Razzismo Brutta Storia

Vita di Marzouk, di Ernesto Pagano (Italia/Francia, 2017)

L’associazione Il Razzismo è una Brutta Storia assegna un riconoscimento speciale al film della sezione Extr’A che meglio interroga i temi del razzismo e dell’intercultura

Premio SIGNIS (OCIC e UNDA)

Killing Jesus, di Laura Mora (Colombia/Argentina, 2017)

Per l’autenticità, il mistero, la ricerca di un linguaggio inusuale di racconti spirituali e poetici che rendono straordinaria questa narrazione filmica. Per la straordinaria capacità di narrare la crudezza e la dolcezza dell’animo umano, la vendetta e il perdono, l’incontro tra due mondi opposti, la violenza che diventa bellezza.

Menzione speciale a: The Seen and the Unseen, di Kamila Andini (Indonesia)

Il premio è assegnato da The World Catholic Association for Communication. La Giuria è composta da: Christina Beffa, Vanessa Lanari, Ana María Pedroso Guerrero, Riccardo Sorbello

Premio Sunugal

Une saison en France, di Mahamat Saleh Haroun (Francia, 2017)

Premio Giuria Studenti

Nightshade, di Shady El Hamus (Paesi Bassi/Egitto, 2018)

Per essere riuscito ad affrontare il tema della migrazione irregolare da un’angolazione che non mette al centro lo sguardo di adulti ma  quello innocente di un ragazzino, aperto alle relazioni e attento ai sentimenti; Per avere raccontato un rapporto delicato tra padre e figlio all’interno di un contesto duro e rigido e che rende difficile la libera espressione dei sentimenti;  Per avere fatto emergere il tentativo di chi, bambino, obbligato ad essere maturo da alcune circostanze, cerchi di conservare comunque la sua innocenza. Infine, come suggerisce il titolo stesso, il film porta alla luce una questione lasciata in “ombra” e trascurata; ci permette di partecipare a un tratto di vita di persone considerate ombre che passano inosservate.

Premio ISMU

Into Reverse, di Noha Adel (Egitto, 2017)

Il cortometraggio mette efficacemente in scena uno scontro apparentemente insanabile fra le persone di un quartiere del Cairo. Tanti i volti, tante le prospettive che emergono alla ricerca di un compromesso, di “una via d’uscita”. Al centro di tutto una donna che, rimanendo salda nella sua scelta di apparente immobilità e di non violenza, provocherà efficaci cambiamenti nei suoi rissosi interlocutori, dimostrando che la mediazione del conflitto è sempre possibile se ci si adopera per superare rigidità e pregiudizi.

La Fondazione Ismu (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) assegna un premio al miglior cortometraggio del Festival con valore pedagogico. Il Premio consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione in Italia ed è assegnato da una giuria composta dai docenti.

Premio Prospettive

Abu Salim, di Antonio Martino (Italia, 2018)

Un film che tocca il cuore veicolando un messaggio universale: lottare per la propria libertà significa sempre lottare per la libertà di tutti.

Il premio è assegnato a un cortometraggio del Concorso Extr’A da una giuria composta da Ebou Jallow (Gambia), Ansou Mané (Guinea Bissau) Yacouba Touré (Mali), richiedenti asilo ospitati dal COE a Barzio. insieme con Diego Fiore, Manu Fumero e Samuela Paoletti.

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