Storia

Il Festival del Cinema Africano di Milano nasce nel 1991 come un’occasione d’incontro e conoscenza dei temi e dei linguaggi di nuove cinematografie, quelle africane e della diaspora africana nel mondo. Per i primi 9 anni il Festival del Cinema Africano di Milano rimane legato esclusivamente all’Africa e alla diaspora contribuendo ad arricchire il panorama cinematografico italiano portando a Milano, e facendo in seguito circuitare in tutt’Italia, centinaia di film provenienti da cinematografie quasi sconosciute.  Grazie a una visione dell’Africa e del mondo proposta da autori africani, il Festival propone  un’alternativa concreta alla cultura e all’informazione corrente dei mass-media.
Nel corso degli ultimi anni ‘90 la programmazione del festival si arricchisce man mano di nuovi orizzonti geografici e di nuove sezioni, come la sezione video che evidenzia l’entrata nell’era del digitale.

Con la Sezione Finestre, istituita nel 2000, si valicano i confini dell’Africa e della cultura black aprendo il festival ad una dimensione di cinema meticcio dove i limiti culturali e razziali si fanno sempre più labili. Con questa sezione cominciano a comparire sugli schermi del festival film dai Caraibi, dal Pacifico, dall’area mediorientale, dall’Asia e dal Sudamerica. La ricchezza e la varietà di questa produzione cinematografica ci spingono pochi anni dopo a riformulare il regolamento del  concorso e a modificare radicalmente la struttura del festival.

Nel 2003 infatti il il Festival del Cinema Africano di Milano prende il nome di Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina estendendo la competizione al cinema dei tre continenti.

La novità  fondamentale di questo cambiamento sono le due sezioni CONCORSO LUNGOMETRAGGI“FINESTRE SUL MONDO” (sezione competitiva di lungometraggi provenienti da Africa, Asia e America Latina) e il CONCORSO DOCUMENTARI “FINESTRE SUL MONDO” (sezione competitiva di documentari provenienti da Africa, Asia e America Latina).

Ai Concorsi Finestre sul Mondo si affianca una sezione PANORAMICA SUL CINEMA AFRICANO che accoglie tutte le nuove produzioni africane fuori-concorso.

Dal 2006 anche la sezione PANORAMICA SUL CINEMA AFRICANO diventa competitiva con la creazione di un Premio al Miglior Film Africano del Festival (senza distinzione di sezione o di categoria).

Le altre sezioni del festival: Concorso Cortometraggi Africani (aperto a fiction e documentari), Retrospettive e Sezioni a tema rimangono dedicate al cinema africano per mantenere viva la tradizione e la specificità del festival.

I motivi di quest’apertura del festival agli altri continenti del Sud del mondo sono molteplici. Innanzi tutto la richiesta degli stessi registi africani di partecipare ad una competizione che non si limiti al cinema africano ma che apra le porte ad un confronto con altre cinematografie. Si moltiplicano gli sguardi sulle cinematografie più nascoste per un ulteriore arricchimento del dialogo multiculturale. Si crea in questo mondo anche la possibilità di invitare al festival registi dei tre continenti  per uno scambio con i professionisti d’Italia e d’Europa.  Nonché l’opportunità di stimolare coproduzioni Sud-Sud. Con il coinvolgimento delle realtà cinematografiche d’Asia e d’America Latina si ambisce, infatti, a dare un nuovo impulso al cinema africano sia in termini di sviluppo economico della produzione che dell’inserimento dei professionisti africani nel settore culturale e cinematografico internazionale

Gli obiettivi specifici del festival:

- approfondire la conoscenza dei temi e dei linguaggi delle cinematografie meno conosciute e mettere in evidenza le potenzialità della creatività artistica dei tre continenti

- veicolare un’immagine dell’attualità e della cultura d’Africa, Asia e America Latina, attraverso il punto di vista dei registi locali

- proporre un’alternativa concreta alla cultura e all’informazione corrente dei mass media in rapporto al Sud del Mondo.

- dare un’opportunità ai registi di entrare in contatto con le istituzioni europee di produzione e distribuzione cinematografica

- stimolare uno scambio culturale tra gli artisti, il pubblico, i giornalisti e i professionisti del settore degli audiovisivi.

- favorire relazioni di scambio tra le istituzioni, i festival, gli organismi europei impegnati nella promozione della cinematografia africana

- creare un luogo di riflessione annuale sulle nuove tendenze e prospettive del cinema d’Africa, Asia e America Latina

- offrire alle comunità straniere in Italia un’opportunità d’incontro con la propria cultura d’origine

- sollecitare nelle scuole l’introduzione degli audiovisivi come strumenti didattici per l’educazione all’immagine e per l’approccio interculturale.

Il pubblico del Festival

Nel contesto italiano esistono ancora gravi ritardi e carenze d’informazione, d’accesso e di cooperazione con le realtà culturali e cinematografiche dei paesi del Sud del mondo. Al contempo il fenomeno dell’immigrazione ha subito negli ultimi dieci anni un aumento considerevole.  In queste condizioni esiste il rischio di un’omologazione dell’offerta culturale e di una perdita totale d’interesse nei confronti delle culture dei paesi in via di sviluppo. La distribuzione cinematografica alternativa attraverso i festival e le rassegne rimane l’unica possibilità di dare risalto e valore alle opere cinematografiche provenienti dai Paesi del Sud del mondo.  Le potenzialità di pubblico sono molto alte. L’interesse nei confronti di un’offerta alternativa e concreta alla cultura e all’informazione corrente al cinema e nei mass media è sempre vivo e pronto a rinnovarsi dinanzi a proposte culturali di qualità.

Il Festival del cinema africano ha potuto contare su un pubblico di “affectionnés” che è aumentato ogni anno. Un pubblico che ha seguito in questi anni l’evoluzione della cinematografia africana e che si è anche appassionato al cinema degli altri continenti grazie alla sezione Finestre sul mondo.

Il festival non si rivolge solo al pubblico di Milano, ma un pacchetto di film del festival è fatto circuitare in altre città italiane.

Oltre al pubblico adulto, destinatari del progetto sono gli studenti e i docenti delle scuole elementari, medie e superiori.

Il COE, sin dall’inizio delle sue attività, ha rivolto proprio al mondo scolastico una particolare attenzione per la formazione d’educatori e giovani ad una mentalità ed un atteggiamento aperti ad una dimensione interculturale, proponendo percorsi didattici che privilegino le produzioni artistico-espressive come strumenti di conoscenza di sé e degli altri.

L’organizzazione all’interno del festival di uno Spazio Scuola risponde all’esigenza di colmare le scarse opportunità degli studenti di visionare film di registi di Paesi del Sud nonché di creare alla base la condizione per la crescita di un pubblico sensibile alle novità culturali.

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