Cannes 2018: i film da Africa, Asia e America Latina

cannes 2018

La 71ª edizione del Festival di Cannes (8-19 maggio 2018) è ufficialmente iniziata, e anche quest’anno non poteva mancare un’interessante selezione di film da Africa, Asia e America Latina.

Da Rafiki, il primo film kenyota ad essere invitato alla kermesse francese, al grande classico senegalese Hyènes, al film di apertura del pluripremiato regista iraniano Asghar Farhadi: ecco i migliori film dai tre continenti che vedremo a Cannes!

L’Africa a Cannes, tra Un Certain Regard e grandi classici restaurati

Quest’anno un film africano è entrato nella storia del più rinomato festival di cinema francese: Rafiki di Wanuri Kahiu è il primo film kenyota ad essere presentato nella selezione ufficiale a Cannes! Una storia al femminile nella sezione Un Certain Regard che racconta l’amicizia e  l’amore proibito tra due ragazze a Nairobi; la regista ha recentemente annunciato con dispiacere che il film è stato censurato in Kenya, il suo paese, dove l’omosessualità è illegale e punibile con l’incarcerazione.

Sempre in Un Certain Regard segnaliamo The Harvesters del sudafricano Etienne Kallos, già selezionato al workshop Final Cut in Venice 2017 (il progetto della Biennale di Venezia che contribuisce a sostenere il completamento di film provenienti dai paesi africani e arabi).

In competizione per la Palma d’Oro troviamo invece l’egiziano Yomeddine, film tragicomico scritto e diretto da A. B.  Shawky alle prese con la sua opera prima, il cui protagonista (un uomo curato dalla lebbra) parte alla ricerca di un po’ di umanità dopo aver vissuto da emarginato tutta la sua vita.

Infine, nella sezione Cannes Classic dedicata ai grandi capolavori del cinema restaurati, verranno proiettati ben 3 classici del cinema senegalese: il cortometraggio Lamb di Paulin Soumanou Vieyra (1963), Fad Jal di Safi Faye (1979) e Hyènes (1992), il capolavoro di Djibril Diop Mambéty presentato fuori concorso al 3° Festival del Cinema Africano di Milano nel 1993 e disponibile nel catalogo COEmedia Distribuzione Cinema.

Rafiki
di Wanuri Kahiu |Kenya
“Le brave ragazze kenyote diventano brave mogli,” ma Kena e Ziki desiderano qualcosa in più. Nonostante la rivalità politica tra le loro famiglie, le ragazze resistono e rimangono amiche, sostenendosi a vicenda per realizzare i propri sogni in una società conservativa. Quando tra loro scoppia l’amore, le due ragazze saranno costrette a scegliere tra la felicità e la sicurezza.

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I film dall’Asia dominano la competizione ufficiale

Il Concorso per la Palma d’Oro quest’anno ha in programma ben 8 film asiatici su 17 totali, con opere di maestri affermati e delle nuove stelle del cinema internazionale.
Il regista giapponese Kore-eda Hirokazu torna per la settima volta a Cannes per presentare Shoplifters (Manbiki kazoku), il dramma di una famiglia povera che sopravvive compiendo piccoli crimini e un giorno accoglie in casa una ragazzina abbandonata in strada.
Dalla Cina, invece, troviamo Ash is Purest White (Jiang hu er nv) di Jia Zhang-Ke, un altro habitué della Croisette che oggi è uno dei più importanti registi cinesi, ma che nel 2000 era ancora un esordiente quando ha presentato al 10° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina la sua opera prima Xiao Wu, girata in 16 mm!

Due sono gli iraniani in Concorso: Jafar Panahi, regista del film Taxi Teheran (Orso d’Oro alla Berlinale 2015) che ha aperto la 25ª edizione del FCAAAL, è in competizione con 3 Faces, film incentrato su tre attrici che stanno vivendo fasi diverse delle loro carriere; il premio Oscar Asghar Farhadi, invece, ha aperto la kermesse francese con il dramma familiare ambientato in Spagna Todos los saben, sfilando sul tappeto rosso insieme alle star del film Penélope Cruz e Javier Bardem.

In Un Certain Regard segnaliamo il film kazako The Gentle Indifference of the World (Laskovoe bezrazlichie mira) del giovane e promettente Adilkhan Yerzhanov, che racconta la storia di due giovani costretti a lasciare la campagna e trasferirsi in città, e Mon tissu préféré della regista siriana Gay Jiji, ambientato a Damasco con protagonista una ragazza combattuta tra la speranza di lasciare il paese e il desiderio di libertà durante la rivoluzione del 2011.

The Gentle Indifference of the World
di Adilkhan Yerzhanov | Kazakistan
Dopo la morte improvvisa del padre, Saltanat è costretta a trasferirsi dall’idillio della campagna alla crudeltà della città. Deve trovare i soldi per saldare i debiti familiari lasciati dal padre per salvare la madre dalla prigione. Il suo amico d’infanzia e ammiratore Kuandyk, leale ma senza un soldo, la segue per assicurarsi che lei stia bene. Lo zio di Saltanat le presenta un possibile sposo, che promette di ripagare i debiti della sua famiglia. Ma le speranze di Saltanat si infrangono quando scopre che gli uomini in questa città non mantengono le promesse. Quando Kuandyk cerca di aiutarla a trovare i soldi in altri modi, si ritrova nei guai. Nonostante la vita continui a deluderli, Saltanat e Kuandyk non si arrendono.

FCAAAL-LASKOVOE BEZRAZLICHIE MIRA- Cannes2018

Dall’America Latina, 3 film argentini

Poco rappresentata l’America Latina nella selezione ufficiale del 71° Festival di Cannes, con due film argentini nella sezione Un Certain Regard.
El angel di Luis Ortega racconta la vita di Robledo Puch, famoso serial killer argentino condannato all’ergastolo nel 1980 per numerosi omicidi e altri crimini;  Muere, monstruo, muere di Alejandro Fadel è un horror che fa riflettere sulla paura degli uomini.

Il pubblico della manifestazione potrà inoltre vedere in sala il film restaurato La hora de los hornos (1968), documentario di oltre quattro ore del maestro argentino Fernando Solanas presentato nella sezione Cannes Classic.

El angel
di Luis Ortega | Argentina
Buenos Aires, 1971. Carlitos è un diciassettenne che sin da ragazzino aveva un’inclinazione a desiderare le cose degli altri, ed è diventato un ladro. Quando incontra Ramon a scuola, insieme iniziano un viaggio di scoperta, amore e crimine. La violenza sfocia nell’omicidio e degenera fino a quando Carlitos viene arrestato. A causa del suo aspetto angelico, la stampa gli dà il soprannome di “Angelo della Morte”. Ha commesso più di 40 furti e 11 omicidi; oggi, dopo più di 45 anni in prigione, Carlos Robledo Puch è il prigioniero di più lunga data della storia dell’Argentina.

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Selezioni parallele: la Semaine de la Critique e la Quinzaine des Réalisateurs

Il ricco programma del Festival di Cannes 2018 non si esaurisce con le sezioni ufficiali: per dare maggiore risalto al meglio del cinema e ai nuovi talenti sono state istituite due sezioni parallele, la Semaine de la Critique e la Quinzaine des Réalisateurs, rispettivamente nel 1962 e nel 1969.

La Semaine de la Critique presenta le opere prime e seconde dei registi internazionali più promettenti. Segnaliamo il corto Un jour de mariage di Elias Belkeddar, ambientato ad Algeri, e Sir della regista indiana Rohena Gera, la storia di una domestica e del suo padrone i cui mondi si incontrano.

Nella 50ª Quinzaine des Réalisateurs troviamo il ritratto di una famiglia nella periferia di Gaza in Samouni Road dell’italiano Stefano Savona (il regista di Tahrir place de la Libération in concorso nella sezione Extr’A al Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina del 2012) che per il film ha collaborato con l’animatore e regista Simone Massi; Weldi del tunisino Mohamed Ben Attia, sul dramma di un padre alla ricerca del figlio improvvisamente scappato; Amin del marocchino Philippe Faucon, con protagonista un giovane senegalese che va a lavorare in Francia lasciando la famiglia in Senegal.

Infine, la Factory della Quinzaine di quest’anno è dedicata alla Tunisia: la Tunisia Factory apre infatti la Quinzaine des Réalisateurs con quattro cortometraggi tunisini, tra cui Omertà di Mariam Al Ferjani, grande amica del FCAAAL e protagonista di Sobresauts, cortometraggio in distribuzione nel catalogo COEmedia, e Mehdi Hamnane.

Samouni Road
di Stefano Savona | Italia
Nella periferia rurale della città di Gaza, la famiglia Samouni si prepara a celebrare un matrimonio. E’ la prima festa dopo l’ultima guerra. Amal, Fouad, i loro fratelli e i loro cugini hanno perduto i genitori, le loro case e gli oliveti. Il quartiere dove abitano è in ricostruzione. Piantano di nuovo gli alberi e lavorano i campi, ma un compito ancora più difficile incombe sui giovani sopravvissutti: ricostruire i propri ricordi.

FCAAAL-samouni-road-QuinzaineCannes2018

Il programma completo del Festival di Cannes 2018 è disponibile qui.

Bon festival à tous!

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